Le 10 battaglie identitaria: scuola pubblica e diritto allo studio
La scuola deve ridurre le disuguaglianze, non riprodurle
La scuola pubblica è il primo luogo nel quale una società decide se il futuro sarà davvero aperto a tutte e tutti.
Non può dipendere dal reddito della famiglia, dal Comune in cui si nasce o dalla possibilità di pagare libri, trasporti, attività educative e strumenti digitali. Il diritto allo studio deve essere concreto, non soltanto dichiarato.
La mia battaglia parte da qui: garantire a ogni bambina, bambino e adolescente le stesse opportunità di apprendere, crescere, sviluppare il proprio talento e costruire liberamente il proprio futuro.
Voucher scuola: troppe famiglie lasciate fuori
In Piemonte il sistema dei voucher scolastici continua a non rispondere alla dimensione reale del bisogno.
Nell’anno scolastico 2025-2026 sono state presentate oltre 115 mila domande, ma più di 70 mila studentesse e studenti sono rimasti senza contributo. Per il voucher destinato a libri, materiale didattico, trasporto e attività integrative, la soglia di accesso si è fermata a poco più di 7.500 euro di ISEE.
Significa che famiglie con redditi già molto bassi sono state escluse da una misura pensata proprio per sostenere il diritto allo studio.
Ho denunciato questa contraddizione e chiesto alla Regione di aumentare le risorse, ampliare la platea dei beneficiari e riequilibrare il sistema verso le spese essenziali della scuola pubblica.
I fondi regionali devono servire prima di tutto a garantire:
- libri e materiale didattico;
- trasporto scolastico;
- strumenti digitali;
- attività educative e culturali;
- inclusione delle persone con disabilità;
- contrasto alla dispersione;
- sostegno alle famiglie con maggiore difficoltà economica.
Il diritto allo studio non può trasformarsi ogni anno in una lotteria nella quale migliaia di famiglie presentano una domanda senza sapere se riceveranno davvero il contributo.
Una scuola pubblica forte e accessibile
La disuguaglianza educativa non nasce soltanto dentro l’aula.
Comincia quando una famiglia non riesce a comprare i libri, quando una studentessa rinuncia a una gita, quando il trasporto costa troppo o quando le opportunità extrascolastiche sono accessibili soltanto a chi può pagarle.
Per questo servono politiche regionali capaci di sostenere l’intero percorso educativo, dalla prima infanzia fino all’università e alla formazione professionale.
Una scuola pubblica forte richiede:
- edifici sicuri e accessibili;
- servizi per la prima infanzia;
- tempo pieno;
- mense di qualità;
- trasporti adeguati;
- sostegno educativo;
- contrasto alle classi sovraffollate;
- attenzione alla salute psicologica;
- piena inclusione delle studentesse e degli studenti con disabilità.
Investire nella scuola significa intervenire sulla principale infrastruttura sociale del Paese.
Educare alle relazioni significa prevenire la violenza
La scuola deve anche fornire strumenti per comprendere sé stessi, rispettare gli altri e costruire relazioni libere dalla violenza.
Per questo ho contrastato le proposte nazionali che subordinano le attività di educazione affettiva e sessuale al consenso preventivo delle famiglie.
Educare al consenso, al rispetto dei corpi, alle differenze e alla parità non significa imporre un modello culturale. Significa aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere un abuso, prevenire la violenza, contrastare il bullismo e l’omolesbotransfobia e sviluppare relazioni consapevoli.
Privare proprio le persone più vulnerabili di questi percorsi significa lasciare sole le nuove generazioni davanti a contenuti, pressioni e modelli che incontrano ogni giorno, soprattutto online.
La scuola pubblica deve essere laica, inclusiva e fondata sulle evidenze scientifiche. Deve collaborare con le famiglie, senza rinunciare alla propria responsabilità educativa.
Difendere l’autonomia della scuola
Insegnanti, educatori e dirigenti devono poter svolgere il proprio lavoro senza essere sottoposti a un controllo politico e ideologico crescente.
La libertà di insegnamento e l’autonomia scolastica sono principi costituzionali. Difenderli significa permettere alla scuola di affrontare i problemi reali della società: discriminazioni, disuguaglianze, violenza, crisi climatica, cittadinanza digitale e convivenza democratica.
Non voglio una scuola che censura le domande.
Voglio una scuola capace di fornire gli strumenti per trovare risposte, sviluppare spirito critico e riconoscere la complessità.
Il legame con i territori
La Regione deve lavorare insieme ai Comuni, alle scuole, alle famiglie, alle organizzazioni sindacali e alle comunità educanti.
Gli enti locali conoscono direttamente i bisogni relativi agli edifici, alle mense, ai trasporti, all’inclusione e ai servizi extrascolastici. Ma troppo spesso vengono lasciati soli, con risorse insufficienti e responsabilità crescenti.
Occorre una programmazione stabile, capace di superare bandi frammentati e finanziamenti occasionali.
La scuola non può vivere soltanto di emergenze e progetti temporanei.
Cosa sto chiedendo alla Regione
Il mio impegno si concentra su obiettivi concreti:
- aumentare stabilmente le risorse per il diritto allo studio;
- finanziare un numero molto più ampio di domande per i voucher;
- dare priorità alle spese essenziali della scuola pubblica;
- ridurre le disuguaglianze territoriali;
- sostenere trasporto, mense e servizi educativi;
- rafforzare l’inclusione delle persone con disabilità;
- contrastare dispersione e povertà educativa;
- difendere l’autonomia scolastica e la libertà di insegnamento;
- promuovere educazione affettiva, sessuale e al consenso;
- ascoltare stabilmente studenti, famiglie e personale scolastico.
La barricata
Contro una scuola nella quale le opportunità dipendono dal reddito e nella quale paura, censura e disuguaglianze limitano la libertà di imparare.
Il futuro
Una scuola pubblica accessibile, laica, inclusiva e capace di dare a ogni persona gli strumenti per costruire il proprio progetto di vita.
Il futuro del Piemonte comincia tra i banchi. E deve essere un futuro aperto a tutte e tutti.
#barricate #cerailfuturo




Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!