Valentinacera.it
  • Home
  • Biografia
  • Fondo Avròcuradite
  • Raccontaci la tua storia
  • Giornale
    • Scuola e nuove generazioni
    • Salute e cura
    • Donne, libertà e diritti
    • Dalla Regione
    • Battaglie identitarie
    • Industria e transizione
    • Ambiente e territori
  • Contatti
  • Menu Menu
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram

Le 10 battaglie: mirafiori e futuro industriale

in Battaglie identitarie

La transizione ecologica è la condizione per salvare e creare lavoro

Mirafiori non è soltanto uno stabilimento. È un patrimonio di competenze, ricerca, capacità produttiva e storia collettiva che appartiene a Torino e al Piemonte.

La crisi che attraversa oggi non nasce dalla transizione ecologica. Nasce dal fatto che la transizione non è stata governata con investimenti, nuovi modelli, innovazione e una politica industriale all’altezza.

Mettere in contrapposizione lavoro e ambiente significa condannare entrambi. Senza decarbonizzazione, elettrificazione e innovazione, l’industria automobilistica piemontese rischia di perdere competitività, produzioni e occupazione. La vera scelta non è tra difendere i posti di lavoro e cambiare il sistema produttivo.

La scelta è tra guidare la trasformazione oppure subirla quando sarà troppo tardi.

Torino non può vivere di annunci

Negli ultimi anni Mirafiori è stata accompagnata da promesse, piani industriali e dichiarazioni di rilancio che non hanno prodotto volumi produttivi sufficienti.

Fermate, cassa integrazione e incertezza sono diventate una condizione quasi permanente. Centinaia di lavoratrici e lavoratori con contratti temporanei rischiano di essere i primi esclusi, mentre l’intera filiera dell’indotto soffre la riduzione degli ordinativi.

Ho chiesto alla Regione di assumere un ruolo più forte nei confronti di Stellantis e del Governo nazionale.

Torino ha bisogno di:

  • nuovi modelli elettrici e a basse emissioni;
  • volumi produttivi credibili;
  • investimenti verificabili;
  • tutela e stabilizzazione dell’occupazione;
  • sviluppo della ricerca e della progettazione;
  • sostegno alla riconversione dell’indotto;
  • formazione sulle nuove tecnologie.

Non basta annunciare un’automobile. Bisogna sapere quando verrà prodotta, in quali quantità, con quanti lavoratori e con quale quota della filiera radicata in Piemonte.

La transizione è una politica industriale

L’elettrificazione dell’automobile, lo sviluppo delle batterie, il riciclo dei materiali, il software, la mobilità condivisa e il trasporto pubblico rappresentano una grande opportunità per Torino.

Il Piemonte possiede università, centri di ricerca, ingegneri, tecnici, operai specializzati e imprese della componentistica. Ha quindi tutte le condizioni per diventare uno dei poli europei della mobilità sostenibile.

Ma questo risultato non arriverà spontaneamente.

Occorre una politica industriale capace di orientare investimenti pubblici e privati verso:

  • produzione di veicoli elettrici accessibili;
  • batterie e sistemi di accumulo;
  • recupero e riciclo delle materie prime;
  • componentistica innovativa;
  • trasporto pubblico e ferroviario;
  • ricerca, software e progettazione;
  • riqualificazione professionale;
  • riduzione dei consumi energetici nei processi produttivi.

La transizione ecologica non è un vincolo esterno imposto all’industria. È il mercato, la tecnologia e la direzione nella quale si sta muovendo il mondo.

Ritardarla significa perdere lavoro. Governarla significa crearne di nuovo.

Il nodo dei lavoratori precari

La crisi produttiva colpisce con maggiore durezza chi dispone di meno tutele.

Nel 2026 centinaia di contratti temporanei erano in scadenza a Mirafiori. Per queste persone una riduzione della produzione può significare la perdita completa del lavoro e l’esclusione dai nuovi processi industriali.

Ho portato questa situazione in Consiglio regionale chiedendo un confronto urgente, percorsi di stabilizzazione e strumenti di formazione e continuità reddituale.

La trasformazione industriale deve coinvolgere chi già lavora negli stabilimenti, non sostituirlo silenziosamente con una forza lavoro più piccola e precaria.

Le nuove competenze devono essere costruite insieme ai lavoratori, riconoscendo quelle già esistenti e investendo sulla loro evoluzione professionale.

Una filiera da proteggere e trasformare

La crisi di Mirafiori non si ferma ai cancelli dello stabilimento.

Coinvolge centinaia di imprese della componentistica, della progettazione, della logistica, della manutenzione e dei servizi. In queste aziende si trovano competenze che hanno richiesto decenni per essere costruite e che rischiano di disperdersi in pochi mesi.

Ho seguito numerose vertenze industriali piemontesi, tra cui quelle di Magna, Primotecs, SAPA e di altre realtà collegate direttamente o indirettamente all’automotive.

Non possiamo limitarci a intervenire quando arrivano gli esuberi. La Regione deve conoscere in anticipo lo stato della filiera, accompagnarne la diversificazione e sostenere la conversione verso le produzioni del futuro.

Serve un osservatorio permanente sull’automotive capace di mettere insieme imprese, sindacati, università, enti locali e lavoratori.

Le risorse pubbliche devono produrre risultati pubblici

Negli anni il settore automobilistico ha ricevuto importanti sostegni pubblici.

Ogni nuovo incentivo deve essere condizionato a impegni precisi su:

  • occupazione;
  • stabilizzazione dei contratti;
  • volumi produttivi;
  • ricerca;
  • riduzione delle emissioni;
  • permanenza delle attività sul territorio;
  • tutela dell’indotto;
  • applicazione dei contratti collettivi.

Le risorse pubbliche non possono servire a finanziare delocalizzazioni o ristrutturazioni che impoveriscono il territorio.

Se un’impresa riceve sostegno dalla collettività, deve restituire lavoro stabile, innovazione e capacità produttiva.

Il ruolo della Regione

La Regione non può sostituirsi a Stellantis, ma può smettere di limitarsi al ruolo di spettatrice.

Deve:

  1. pretendere un piano industriale trasparente e verificabile;
  2. chiedere nuovi modelli elettrici destinati a Mirafiori;
  3. tutelare i lavoratori con contratti in scadenza;
  4. sostenere la trasformazione dell’indotto;
  5. investire in formazione e ricerca;
  6. condizionare gli incentivi a risultati occupazionali;
  7. promuovere una filiera piemontese della mobilità sostenibile;
  8. sostenere trasporto pubblico, batterie, riciclo e componentistica;
  9. monitorare produzione, investimenti e occupazione;
  10. costruire una strategia industriale che non dipenda dalle decisioni di una sola multinazionale.

La barricata

Contro il declino industriale presentato come inevitabile, contro gli annunci senza investimenti e contro chi usa la transizione ecologica come alibi per non assumersi responsabilità.

Il futuro

Una Mirafiori protagonista della mobilità sostenibile, capace di produrre innovazione, veicoli accessibili, ricerca e lavoro stabile.

La transizione ecologica non minaccia il lavoro: è la condizione per dargli un futuro.

#barricate #cerailfuturo

Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pagine

  • Ambiente e territori
  • Battaglie identitarie
  • Chi sono
  • Dalla Regione
  • Donne, libertà e diritti
  • Fondo Avròcuradite
  • Giornale
  • Industria e transizione
  • Privacy policy
  • Salute e cura
  • Scuola e nuove generazioni
  • VALENTINA CERA

Categorie

  • Ambiente e territori
  • Battaglie identitarie
  • Dalla Regione
  • Donne, libertà e diritti
  • Industria e transizione
  • Salute e cura
  • Scuola e nuove generazioni

Archivio

  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
© Copyright - Housedada.com
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
Collegamento a: Le 10 battaglie identitaria: scuola pubblica e diritto allo studio Collegamento a: Le 10 battaglie identitaria: scuola pubblica e diritto allo studio Le 10 battaglie identitaria: scuola pubblica e diritto allo studio Collegamento a: Le 10 battaglie identitarie: cannabis terapeutica e diritto alla cura Collegamento a: Le 10 battaglie identitarie: cannabis terapeutica e diritto alla cura Le 10 battaglie identitarie: cannabis terapeutica e diritto alla cura
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Sul nostro sito utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione. I cookie ci permettono di garantire le funzionalità fondamentali per la sicurezza, la gestione della rete e l’accessibilità del sito. I cookie vengono installati al fine di consentire un migliore funzionamento del sito web e per l’incremento delle funzionalità e delle prestazioni del sito stesso. Cliccando sui pulsanti puoi accettare tutti i cookie o, se desideri sapere di più sui cookie che utilizziamo e su come gestirli, puoi accedere alla Cookie Policy o cliccare sul tasto GESTISCI PREFERENZE.

Accetto TuttoPreferenzeRifiuto

Cookie and Privacy Settings



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Il nostro sito web utilizza Google Analytics, un servizio di analisi web fornito da Google LLC, 1600 Amphitheatre Parkway, Mountain View, CA 94043, USA (“Google”). Inoltre, il nostro sito utilizza il monitoraggio delle conversioni di Google Ads, il remarketing di Google e Google Signals, anch’essi servizi offerti da Google. Google Analytics utilizza cookie e tecnologie simili per analizzare e migliorare il nostro sito web in base al comportamento di utilizzo. Il monitoraggio delle conversioni di Google Ads e il remarketing di Google utilizzano anch’essi cookie e tecnologie simili per misurare le prestazioni degli annunci pubblicitari (le cosiddette campagne Google Ads) e per mostrarti messaggi pubblicitari personalizzati su siti web che collaborano con Google. Google Signals ci fornisce rapporti multi-piattaforma sui dati degli utenti di Google che hanno abilitato la pubblicità personalizzata nei loro account Google.

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy policy
AccettaRifiuto