Le 10 battaglie identitarie: difesa del Sant’Anna e autodeterminazione
La salute delle donne non si divide
Difendere il Sant’Anna significa difendere molto più di un ospedale. Significa tutelare un patrimonio pubblico di competenze, cura, ricerca e medicina di genere costruito nel tempo.
Ho contrastato il progetto di scorporo del Sant’Anna dalla Città della Salute perché separare ostetricia e ginecologia dalle altre specialità dell’adulto rischia di indebolire la multidisciplinarità e frammentare i percorsi di cura.
Una gravidanza complessa, una patologia oncologica o una malattia rara possono richiedere il lavoro coordinato di ginecologi, cardiologi, anestesisti, oncologi e molti altri professionisti. La salute delle donne non può essere confinata in una struttura isolata dal resto della medicina.
Per questo ho chiesto trasparenza, valutazioni tecniche indipendenti e il pieno coinvolgimento di professionisti, associazioni e società scientifiche. Il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta a garantire continuità delle cure, sicurezza e multidisciplinarità nel futuro assetto.
Un ospedale pubblico deve rispettare le scelte delle donne
La mia battaglia riguarda anche l’autodeterminazione.
Ho denunciato l’affidamento di uno spazio all’interno del Sant’Anna ad associazioni ideologicamente contrarie all’interruzione volontaria di gravidanza. Un ospedale pubblico non può diventare un luogo nel quale una donna si senta giudicata, colpevolizzata o sottoposta a pressioni nel momento in cui deve prendere una decisione personale e difficile.
Applicare pienamente la legge 194 significa garantire informazioni scientificamente corrette, personale sufficiente, consultori accessibili e percorsi liberi da condizionamenti ideologici.
Sostenere la maternità significa investire in servizi, reddito, abitazione, asili nido e lavoro. Non significa limitare la libertà di scelta.
Cosa difendo
La mia proposta è fondata su alcuni principi essenziali:
- mantenere l’integrazione tra il Sant’Anna e le altre specialità;
- garantire continuità e qualità dei percorsi clinici;
- rafforzare la medicina di genere;
- coinvolgere professionisti e associazioni nelle decisioni;
- difendere la piena applicazione della legge 194;
- potenziare consultori e servizi pubblici;
- impedire che spazi sanitari pubblici vengano utilizzati per condizionare le scelte delle donne.
La barricata
Contro ogni riorganizzazione che indebolisca la qualità delle cure e contro l’ingresso dell’ideologia anti-scelta nella sanità pubblica.
Il futuro
Un Sant’Anna forte, pubblico e multidisciplinare. Una sanità capace di curare le donne nella loro interezza e di rispettarne sempre la libertà.
La salute delle donne non si divide. La loro libertà non si negozia.
#barricate #cerailfuturo




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