Valentinacera.it
  • Home
  • Biografia
  • Fondo Avròcuradite
  • Raccontaci la tua storia
  • Giornale
    • Scuola e nuove generazioni
    • Salute e cura
    • Donne, libertà e diritti
    • Dalla Regione
    • Battaglie identitarie
    • Industria e transizione
    • Ambiente e territori
  • Contatti
  • Menu Menu
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram

Novantasei strutture previste, una sola pienamente operativa: cosa ha mostrato il rapporto AGENAS

in Salute e cura

Nell’autunno 2025 un rapporto AGENAS ha reso evidente la distanza tra il racconto istituzionale sulle Case della comunità e la loro effettiva capacità di funzionare.

Su 96 strutture previste in Piemonte, 37 risultavano disponibili. Ma soltanto una aveva attivato tutti i servizi indicati dalla normativa nazionale. Trentuno delle 37 sedi erano inoltre ex Case della salute già esistenti e successivamente riconvertite. Sul fronte degli Ospedali di comunità, solo uno dei trenta previsti risultava operativo.

Ho portato quei dati in Consiglio regionale con un nuovo question time.

Non perché volessi negare i lavori svolti o sostenere che nulla fosse stato fatto.

Volevo porre una domanda più semplice e più seria: che cosa significa, esattamente, dichiarare attiva una Casa della comunità?

Il problema è che le definizioni amministrative possono produrre un’immagine molto diversa dalla realtà vissuta dalle persone.

Una struttura può essere registrata come attiva quando è disponibile almeno un servizio sanitario. Ma questo non significa che garantisca già presenza medica, assistenza infermieristica, diagnostica di base, assistenza domiciliare, specialistica, integrazione sociale e tutti gli altri elementi previsti dal modello completo.

La stessa risposta della Giunta ha chiarito che la piena conformità viene raggiunta progressivamente e richiede numerosi requisiti: Punto unico di accesso, assistenza domiciliare e infermieristica, ambulatori di medicina generale e specialistica, collegamento con il CUP, presenza medica, diagnostica di base, telemedicina, integrazione con i servizi sociali e piani di personale.

È una distinzione fondamentale.

Se comunichiamo soltanto il numero delle strutture aperte, il cittadino può immaginare che in ciascuna di esse sia già disponibile l’intera rete dei servizi.

Poi arriva sul posto e scopre che alcune funzioni sono presenti soltanto in determinati giorni, che il personale continua a lavorare anche in altre sedi o che una parte dell’offerta deve ancora essere attivata.

La fiducia nella sanità pubblica si costruisce anche attraverso informazioni corrette.

La Regione dovrebbe quindi pubblicare, per ogni Casa della comunità, una scheda semplice e aggiornata: indirizzo, orari, personale presente, servizi realmente attivi, servizi in corso di attivazione, tempi previsti e collegamenti con l’assistenza domiciliare e sociale.

Non basta una mappa di edifici.

Serve una mappa dei diritti concretamente accessibili.

Il rapporto AGENAS segnalava anche l’assenza di personale dedicato, la difficoltà nel costruire équipe multidisciplinari e un’attuazione non omogenea tra territori.

Questo significa che la stessa riforma rischia di produrre risultati molto diversi a seconda dell’Asl e del Comune di residenza.

In alcune aree le Case della comunità possono evolvere a partire da servizi territoriali già solidi. In altre devono essere costruite quasi da zero, in territori nei quali mancano medici, infermieri e collegamenti con i servizi sociali.

Non possiamo applicare lo stesso calendario senza tenere conto di queste differenze.

Serve un sostegno più forte ai territori che partono da condizioni peggiori.

Serve anche evitare un equivoco: riconvertire una Casa della salute non significa automaticamente aver creato una Casa della comunità conforme al nuovo modello.

Le strutture preesistenti rappresentano una base preziosa e consentono di non partire da zero. Ma la trasformazione deve riguardare l’organizzazione, non soltanto la denominazione.

Nel 2026 la Regione ha annunciato l’evoluzione di alcune Case della salute dell’ASL TO3 in Case della comunità spoke, prevedendo il rafforzamento di ambulatori, presa in carico della cronicità, servizi infermieristici, assistenza domiciliare, attività consultoriali e integrazione con i servizi sociali.

È esattamente questo il punto.

Il passaggio ha valore soltanto se quei servizi vengono davvero rafforzati, con personale sufficiente e orari capaci di rispondere ai bisogni.

Nel marzo 2026 la Giunta ha annunciato che 49 Case della comunità sarebbero state operative entro maggio, altre venti entro giugno e le restanti entro la fine dell’anno.

È un calendario molto ambizioso.

Proprio per questo deve essere accompagnato da una rendicontazione trasparente che distingua i lavori completati dalla piena attivazione dei servizi.

La scadenza del PNRR misura soprattutto il raggiungimento degli obiettivi infrastrutturali e organizzativi concordati.

Ma la politica regionale deve misurare qualcosa di più: se una persona con una malattia cronica viene seguita meglio, se un anziano evita un accesso improprio al pronto soccorso, se una famiglia trova un unico punto al quale rivolgersi.

È questa la differenza tra completare un progetto e cambiare davvero la sanità.

Le Case della comunità non devono diventare un’operazione statistica nella quale basta classificare una sede come attiva.

Devono essere luoghi nei quali la prossimità si vede, si misura e si incontra ogni giorno.

Tags: #CaseDellaComunità #PNRR #MedicinaTerritoriale #Barricate
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pagine

  • Ambiente e territori
  • Battaglie identitarie
  • Chi sono
  • Dalla Regione
  • Donne, libertà e diritti
  • Fondo Avròcuradite
  • Giornale
  • Industria e transizione
  • Privacy policy
  • Salute e cura
  • Scuola e nuove generazioni
  • VALENTINA CERA

Categorie

  • Ambiente e territori
  • Battaglie identitarie
  • Dalla Regione
  • Donne, libertà e diritti
  • Industria e transizione
  • Salute e cura
  • Scuola e nuove generazioni

Archivio

  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
© Copyright - Housedada.com
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
Collegamento a: Le Case della comunità non si riempiono da sole: perché ho chiesto un tavolo permanente sul personale Collegamento a: Le Case della comunità non si riempiono da sole: perché ho chiesto un tavolo permanente sul personale Le Case della comunità non si riempiono da sole: perché ho chiesto un tavolo... Collegamento a: La sanità non comincia al pronto soccorso: come dovrebbe funzionare davvero una Casa della comunità Collegamento a: La sanità non comincia al pronto soccorso: come dovrebbe funzionare davvero una Casa della comunità La sanità non comincia al pronto soccorso: come dovrebbe funzionare davvero...
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Sul nostro sito utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione. I cookie ci permettono di garantire le funzionalità fondamentali per la sicurezza, la gestione della rete e l’accessibilità del sito. I cookie vengono installati al fine di consentire un migliore funzionamento del sito web e per l’incremento delle funzionalità e delle prestazioni del sito stesso. Cliccando sui pulsanti puoi accettare tutti i cookie o, se desideri sapere di più sui cookie che utilizziamo e su come gestirli, puoi accedere alla Cookie Policy o cliccare sul tasto GESTISCI PREFERENZE.

Accetto TuttoPreferenzeRifiuto

Cookie and Privacy Settings



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Il nostro sito web utilizza Google Analytics, un servizio di analisi web fornito da Google LLC, 1600 Amphitheatre Parkway, Mountain View, CA 94043, USA (“Google”). Inoltre, il nostro sito utilizza il monitoraggio delle conversioni di Google Ads, il remarketing di Google e Google Signals, anch’essi servizi offerti da Google. Google Analytics utilizza cookie e tecnologie simili per analizzare e migliorare il nostro sito web in base al comportamento di utilizzo. Il monitoraggio delle conversioni di Google Ads e il remarketing di Google utilizzano anch’essi cookie e tecnologie simili per misurare le prestazioni degli annunci pubblicitari (le cosiddette campagne Google Ads) e per mostrarti messaggi pubblicitari personalizzati su siti web che collaborano con Google. Google Signals ci fornisce rapporti multi-piattaforma sui dati degli utenti di Google che hanno abilitato la pubblicità personalizzata nei loro account Google.

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy policy
AccettaRifiuto