Valentinacera.it
  • Home
  • Biografia
  • Fondo Avròcuradite
  • Raccontaci la tua storia
  • Giornale
    • Scuola e nuove generazioni
    • Salute e cura
    • Donne, libertà e diritti
    • Dalla Regione
    • Battaglie identitarie
    • Industria e transizione
    • Ambiente e territori
  • Contatti
  • Menu Menu
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram

La scuola non deve chiedere il permesso per prevenire la violenza

in Scuola e nuove generazioni

Nel giugno 2026 ho presentato, insieme alle colleghe di Alleanza Verdi e Sinistra, un ordine del giorno contro la legge promossa dal ministro Valditara sul cosiddetto consenso informato preventivo per le attività scolastiche dedicate alla sessualità e all’affettività.

La norma stabilisce che, per partecipare a questi percorsi, le famiglie debbano essere preventivamente informate e autorizzarne espressamente la frequenza.

Presentata come una misura a tutela dei genitori, rischia in realtà di produrre un risultato molto diverso: rendere l’educazione alle relazioni qualcosa di eccezionale, sospetto e facilmente eliminabile dalla vita scolastica.

Ho scelto di contrastarla perché considero questo arretramento particolarmente grave.

Ragazze e ragazzi crescono dentro un mondo nel quale contenuti sessuali, modelli violenti, pornografia, sessismo e disinformazione sono raggiungibili in pochi secondi attraverso uno smartphone.

Pensare di proteggerli evitando che la scuola affronti questi argomenti significa lasciare che vengano educati dagli algoritmi, dai social e dai rapporti di forza tra coetanei.

Il silenzio non è neutralità.

È una rinuncia educativa.

L’educazione affettiva e sessuale non consiste nel dire alle persone come debbano vivere la propria intimità. Significa fornire strumenti per conoscere il corpo, riconoscere il consenso, rispettare i confini, prevenire abusi, discriminazioni, infezioni sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate.

Significa insegnare che una relazione non dà diritto al controllo, che la gelosia non è una prova d’amore e che un no deve essere riconosciuto e rispettato.

Sono competenze essenziali per la salute e per la convivenza.

La Convenzione di Istanbul attribuisce all’educazione un ruolo centrale nella prevenzione della violenza contro le donne. Anche gli organismi internazionali competenti in materia di salute ed educazione considerano i percorsi sessuo-affettivi strumenti di prevenzione e benessere. Questi riferimenti sono alla base dell’ordine del giorno che ho presentato l’8 giugno 2026.

La legge nazionale compie invece un’operazione culturale precisa.

Rappresenta l’educazione affettiva come un possibile pericolo dal quale le famiglie devono proteggere i figli.

In questo modo delegittima il lavoro svolto da docenti, consultori, centri antiviolenza, operatori sanitari e associazioni che da anni entrano nelle scuole con progetti fondati sulle competenze e sulle evidenze scientifiche.

La collaborazione con le famiglie è fondamentale.

Ma collaborare non significa trasformare ogni contenuto educativo in una prestazione opzionale.

La scuola pubblica possiede un mandato costituzionale e una responsabilità collettiva. Deve formare cittadini consapevoli, prevenire le discriminazioni e garantire a tutte e tutti un accesso uguale alle conoscenze.

Il consenso preventivo rischia invece di escludere proprio le persone che avrebbero maggiore bisogno di questi strumenti.

Un ragazzo che cresce in una famiglia nella quale non si parla di sessualità.

Una ragazza che vive una relazione di controllo e non sa riconoscerla.

Un adolescente LGBTQIA+ che non trova uno spazio sicuro nel quale porre domande.

Per loro la scuola può essere l’unico luogo nel quale ricevere informazioni corrette e non giudicanti.

Renderne l’accesso dipendente dall’autorizzazione familiare significa aumentare le disuguaglianze.

L’ordine del giorno chiedeva alla Regione Piemonte di esprimere una contrarietà politica alla legge e di sostenere, nell’ambito delle proprie competenze, percorsi dedicati al consenso, alla parità, alla salute sessuale e riproduttiva e al contrasto delle discriminazioni.

Proponeva inoltre una strategia regionale costruita con scuole, università, consultori, centri antiviolenza, organizzazioni sindacali e terzo settore.

Non si trattava quindi soltanto di opporsi a una scelta nazionale.

Si trattava di indicare cosa può fare concretamente il Piemonte.

La Regione finanzia progetti educativi, programmi di prevenzione e iniziative rivolte alle nuove generazioni. Può scegliere di sostenere percorsi qualificati, formare gli operatori e garantire che nessuna scuola venga lasciata sola davanti a temi complessi.

La violenza maschile non nasce improvvisamente nell’età adulta.

Si costruisce anche attraverso modelli appresi, stereotipi, incapacità di gestire il rifiuto e rappresentazioni proprietarie delle relazioni.

Se vogliamo prevenirla dobbiamo iniziare prima.

E dobbiamo farlo con serietà, non attraverso campagne occasionali organizzate dopo l’ennesimo femminicidio.

Difendere l’autonomia scolastica significa anche questo: riconoscere che chi educa deve poter affrontare la realtà nella quale vivono le nuove generazioni.

La scuola non può promettere alle famiglie che terrà fuori tutto ciò che è difficile.

Deve promettere che lo affronterà con competenza, rispetto e responsabilità.

Il vero pericolo non è parlare di affettività.

È lasciare che ragazze e ragazzi imparino tutto senza adulti preparati con cui confrontarsi.

Tags: #DirittoAlloStudio #VoucherScuola #ScuolaPubblica #Barricate
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
Potrebbero interessarti
Più di settantamila esclusi: quando il voucher scuola diventa una lotteria
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pagine

  • Ambiente e territori
  • Battaglie identitarie
  • Chi sono
  • Dalla Regione
  • Donne, libertà e diritti
  • Fondo Avròcuradite
  • Giornale
  • Industria e transizione
  • Privacy policy
  • Salute e cura
  • Scuola e nuove generazioni
  • VALENTINA CERA

Categorie

  • Ambiente e territori
  • Battaglie identitarie
  • Dalla Regione
  • Donne, libertà e diritti
  • Industria e transizione
  • Salute e cura
  • Scuola e nuove generazioni

Archivio

  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
© Copyright - Housedada.com
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
Collegamento a: Più di settantamila esclusi: quando il voucher scuola diventa una lotteria Collegamento a: Più di settantamila esclusi: quando il voucher scuola diventa una lotteria Più di settantamila esclusi: quando il voucher scuola diventa una lotteria Collegamento a: La scuola non finisce a diciotto anni: perché voglio un tavolo regionale sull’istruzione degli adulti Collegamento a: La scuola non finisce a diciotto anni: perché voglio un tavolo regionale sull’istruzione degli adulti La scuola non finisce a diciotto anni: perché voglio un tavolo regionale sull’istruzione...
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Sul nostro sito utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione. I cookie ci permettono di garantire le funzionalità fondamentali per la sicurezza, la gestione della rete e l’accessibilità del sito. I cookie vengono installati al fine di consentire un migliore funzionamento del sito web e per l’incremento delle funzionalità e delle prestazioni del sito stesso. Cliccando sui pulsanti puoi accettare tutti i cookie o, se desideri sapere di più sui cookie che utilizziamo e su come gestirli, puoi accedere alla Cookie Policy o cliccare sul tasto GESTISCI PREFERENZE.

Accetto TuttoPreferenzeRifiuto

Cookie and Privacy Settings



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Il nostro sito web utilizza Google Analytics, un servizio di analisi web fornito da Google LLC, 1600 Amphitheatre Parkway, Mountain View, CA 94043, USA (“Google”). Inoltre, il nostro sito utilizza il monitoraggio delle conversioni di Google Ads, il remarketing di Google e Google Signals, anch’essi servizi offerti da Google. Google Analytics utilizza cookie e tecnologie simili per analizzare e migliorare il nostro sito web in base al comportamento di utilizzo. Il monitoraggio delle conversioni di Google Ads e il remarketing di Google utilizzano anch’essi cookie e tecnologie simili per misurare le prestazioni degli annunci pubblicitari (le cosiddette campagne Google Ads) e per mostrarti messaggi pubblicitari personalizzati su siti web che collaborano con Google. Google Signals ci fornisce rapporti multi-piattaforma sui dati degli utenti di Google che hanno abilitato la pubblicità personalizzata nei loro account Google.

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy policy
AccettaRifiuto