Porto nelle istituzioni le battaglie di chi troppo spesso resta senza voce e fuori dalle decisioni.
Sono nata e cresciuta, nei quartieri popolari della cintura sud di Torino. È qui che ho imparato che la politica non comincia nei palazzi, ma nei luoghi in cui le persone vivono, lavorano, studiano, si prendono cura le une delle altre e affrontano ogni giorno problemi che troppo spesso rimangono senza voce.
Sono laureata in Relazioni internazionali e tutela dei diritti umani e ho conseguito un master di secondo livello in Scienze diplomatiche internazionali, attraverso esperienze di studio tra Roma, gli Stati Uniti e il Canada.
Il mio impegno politico nasce molto prima degli incarichi istituzionali. Fin dagli anni del liceo ho partecipato ai movimenti pacifisti, ambientalisti e per i diritti civili e sociali. Ho attraversato esperienze associative, mobilitazioni, campagne e percorsi di cittadinanza attiva, a livello locale e nazionale.
Sono stata assessora all’Ambiente e alle Pari opportunità della Città di Nichelino, consigliera comunale e consigliera delegata alle Politiche sociali, giovanili e di parità della Città metropolitana di Torino. Oggi sono consigliera regionale del Piemonte per Alleanza Verdi e Sinistra.
In Regione mi occupo soprattutto di lavoro, sanità, politiche sociali, diritti, scuola, ambiente e tutela dei territori. Lo faccio cercando di tenere insieme due dimensioni che per me non possono essere separate: la presenza nei luoghi dei conflitti e la capacità di trasformare quelle battaglie in interrogazioni, emendamenti, proposte e risultati concreti.
Non considero la politica una carriera individuale. La considero uno strumento collettivo per cambiare i rapporti di forza, difendere chi ha meno potere e rendere le istituzioni più vicine alle persone.
Sono un’attivatrice di reti, relazioni ed energie. Mi piace ascoltare, mettere in connessione esperienze diverse e costruire alleanze attorno a obiettivi comuni. Perché nessuna conquista nasce da sola e nessuna battaglia importante può essere vinta senza una comunità.
I MIEI VALORI
Da che parte stare non è un dettaglio
Giustizia sociale
Credo in una società nella quale il luogo in cui nasci, il reddito della tua famiglia, il genere, l’età o una condizione di fragilità non determinino la qualità della tua vita.
Per me giustizia sociale significa lavoro dignitoso, salari adeguati, sanità pubblica, diritto allo studio, servizi sociali accessibili e protezione per chi attraversa una difficoltà. Significa non lasciare sole le persone di fronte al mercato, alla malattia, alla precarietà o alla burocrazia.
Ecologia
La crisi climatica non è una questione separata dalla vita quotidiana. Riguarda la salute, il lavoro, le bollette, la qualità dell’aria, il consumo di suolo, la sicurezza dei territori e il futuro delle prossime generazioni.
Credo in una transizione ecologica che non scarichi i costi sulle persone più fragili e che non lasci sole lavoratrici e lavoratori. L’innovazione deve essere governata, non subita. Ogni investimento deve essere valutato sulla base dell’interesse pubblico, della salute e della tutela dell’ambiente.
Femminismo
Il femminismo è la lente attraverso cui leggo la società e le sue disuguaglianze.
Significa difendere l’autodeterminazione, contrastare la violenza maschile, riconoscere il lavoro di cura, costruire una medicina attenta alle differenze di genere e rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà delle donne.
Non è una battaglia che riguarda soltanto le donne. È un progetto di trasformazione delle relazioni, del potere e delle istituzioni.
Libertà e diritti
Credo nella libertà di essere, di amare, di scegliere e di costruire il proprio progetto di vita.
Difendere i diritti delle persone LGBTQIA+, delle persone migranti, delle minoranze e di chiunque subisca discriminazioni non è una questione accessoria. Misura la qualità della nostra democrazia.
I diritti non possono dipendere dalle maggioranze del momento né essere messi in competizione tra loro.
Pace e antifascismo
Sono cresciuta nei movimenti pacifisti e continuo a credere che la pace non sia passività, ma giustizia, cooperazione e difesa del diritto internazionale.
L’antifascismo è il fondamento della Repubblica e un impegno quotidiano contro l’autoritarismo, il razzismo, la violenza politica e ogni tentativo di ridurre gli spazi democratici.
Cura e comunità
La cura non è una responsabilità privata da lasciare sulle spalle delle famiglie, e soprattutto delle donne. È una responsabilità pubblica e collettiva.
Una società è forte quando si prende cura delle persone anziane, di chi vive con una disabilità, di chi è malato, di chi cresce un figlio e di chi attraversa una fragilità. Nessuno deve essere lasciato solo.
IL MIO MODO DI FARE POLITICA
Barricate quando serve. Proposte sempre. Risultati da conquistare insieme.
Non sono entrata nelle istituzioni per stare a guardare.
Il mio modo di fare politica parte dall’ascolto. Incontro lavoratrici e lavoratori, associazioni, comitati, professionisti, amministratori locali e persone che vivono direttamente un problema. Studio i dossier, verifico i dati e porto le loro domande nei luoghi in cui vengono prese le decisioni.
Credo in una politica che sappia scegliere da che parte stare. Non tutte le posizioni possono essere conciliate e non tutti gli interessi hanno lo stesso peso. Quando un diritto è minacciato, quando il lavoro viene sfruttato, quando la salute o l’ambiente sono messi dopo il profitto, bisogna avere il coraggio di fare barricate.
Ma le barricate, per me, non sono soltanto resistenza. Sono il punto da cui cominciare a costruire un’alternativa.
Per questo cerco sempre di accompagnare la denuncia con una proposta concreta.
Lavoro e lotto quotidianamente dentro e fuori il Consiglio regionale. Presento interrogazioni, emendamenti, ordini del giorno e proposte di legge, ma considero altrettanto importante stare davanti a una fabbrica, in un presidio, in un ospedale, in una scuola o nelle piazze.
Tre parole per descrivere il mio metodo:
Ascoltare
Perché una buona politica comincia dalla capacità di guardarci negli occhi e riconoscerci nelle nostre quotidiane lotte.
Connettere
Perché i risultati nascono quando associazioni, movimenti, sindacati, competenze e territori riescono a riconoscersi in una battaglia comune.
Trasformare
Perché la rappresentanza ha senso soltanto se riesce a modificare concretamente le condizioni di vita delle persone.
Il mio impegno è portare le lotte dentro le istituzioni senza lasciare fuori la loro forza, la loro voce e la loro radicalità.
Facciamo barricate. Costruiamo il futuro.
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